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  • Musica Insieme

    10/09/2010

    “Musica Insieme” è un'iniziativa che prevede una serie di concerti gratuiti in occasione del bicentenario della nascita del compositore polacco Fryederyk Chopin

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    11/09/2010

    “Musica Insieme” è un'iniziativa che prevede una serie di concerti gratuiti in occasione del bicentenario della nascita del compositore polacco Fryderyk Chopin

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Anno di nascita: 1240

Arnolfo di Cambio

Colle Val d'Elsa 1240 - Firenze 1302

Arnolfo di Cambio

Nasce a Colle Val d’Elsa intorno al 1240. Formatosi fuori Firenze, nella quale lavorò nell’ultimo periodo della vita, è stato uno degli artisti che maggiormente hanno dato forma alla città. Il suo apprendistato avviene a Siena sotto la guida di Nicola Pisano. Divenendo da discepolo collaboratore, è accanto al maestro quando, negli anni 1266-68, questi è impegnato nella realizzazione del pulpito del Duomo di Siena come pure a Bologna, dove i due lavorano, tra il ‘65 e il ‘67, all’ “Arca di 5. Domenico”: di Arnolfo sono una Madonna, tre cariatidi e tre delle sei “Storie del santo”. A Firenze si sa che abitò in Via de’Cerretani, in Piazza dell’Olio e anche nella vecchia Via del Cocomero. La chiamata in Italia di Carlo d’Angiò a risoluzione della questione del Regno di Sicilia, grazie al decisivo intervento di papa Urbano IV che lo incorona sovrano, è importante per Arnolfo. Infatti si trasferisce a Roma al suo servizio, lavorandovi autonomamente fin dal ‘77 con una sua bottega. Nell’Urbe la visione diretta delle antiche opere approfondisce la conoscenza classica intrapresa con Nicola Pisano, Una delle prime esecuzioni del periodo romano è il “Monumento funebre del Cardinale Annibaldi”, in S. Giovanni in Laterano, di cui restano alcuni frammenti, e la statua di Carlo d’Angiò, ricavata da un frammento di architrave antico; inoltre, la tomba di Adriano V nella chiesa di 5. Francesco a Viterbo.

Sempre nel ‘77, Arnolfo è chiamato a Perugia per partecipare ai lavori dell’ “opera della fonte”. Si trattava di una fonte probabilmente diversa da quella “Maggiore”di cui si stavano occupando Nicola e Giovanni Pisano. Il 10 settembre Carlo d’Angiò gli concede un’autorizzazione speciale per recarsi là, con la quale gli permetteva anche di portare tutti i marmi e le pietre che reputasse utili dalla zona di Roma. Di quest’opera, andata distrutta forse intorno al 1308, rimangono le tre figure di assetati della Galleria Nazionale dell’Umbria.

A Perugia torna per un breve periodo di ventiquattro giorni nel 1281, con tutta probabilità per i ritocchi finali della fontana. L’anno successivo lo vede impegnato ad Orvieto. Tornato a Roma, lascia un mirabile segno della sua concezione architettonica in due cibori, il primo del 1285 nella Basilica di S. Paolo e il secondo del 1293 nella Basilica di Santa Cecilia. Con gli ultimi anni del ‘200 comincia il periodo fiorentino della sua attività, che occuperà il resto della sua vita. Nel 1284 infatti Arnolfo fornisce la sua consulenza da urbanista per il progetto della costruzione della terza cerchia muraria di Firenze, “il primo piano di programmazione urbana concepito nel medioevo” (Listri, 1999). La grande Firenze comunale, già quasi del tutto lastricata, è in piena espansione economica. Con il disegno di Arnolfo i confini della città si allargheranno molto e nasceranno le nuove porte la cui costruzione terminerà nel 1333. Esse saranno le ultime mura distrutte nell’800.

Ma soprattutto, nel 1294, Arnolfo viene chiamato a Firenze con l’incarico di occuparsi di straordinari progetti con i quali negli ultimi anni della sua vita, segnò il volto della città. Sebbene portate a compimento molti anni dopo la sua morte, la Basilica di Santa Croce e il Palazzo dei Priori (Palazzo Vecchio), sono opere iniziate su progetti di Arnolfo, la prima nel ‘95 e il secondo nel ‘99.

Nel palazzo venne incorporata una torre preesistente (la torre “della Vacca”) che fece da basamento alla nuova, la quale si trovò così posta fuori asse, ma in modo geniale, divenendo un simbolo della città. Dello stesso anno inoltre è il progetto della nuova chiesa di Badia. Nel 1296 gli è affidata anche la costruzione e la decorazione della facciata di Santa Maria del Fiore, la nuova Cattedrale voluta dai fiorentini, nella quale architettura e scultura si fondevano armoniosamente. Le tre figurazioni che ci sono rimaste, infatti, dovevano essere collocate sulle lunette dei portali: in quella centrale, la “Madonna col Bambino”, in quella di sinistra la “Vergine della natività” e in quella di destra la “Dormitio Virginis”. In un documento dell’anno ‘300 si legge che egli era stato esonerato dal pagamento delle tasse in quanto “capomastro” della “maggiore chiesa fiorentina”. La grande portata di queste opere non consentì al loro ideatore di vederne il compimento, Arnolfo si spegne nel 1302, avendo seguito la facciata della Cattedrale fino all’altezza dei portali, per i quali erano già pronte le lunette (la facciata arnolfiana fu poi distrutta da un incendio e demolita nel 1588). Il suo corpo fu sepolto in Santa Reparata. Santa Maria del Fiore, che, concepita dal suo ingegno, su di essa sorse, dal 1843 accoglie, alla parete della navata sinistra, un busto dell’artista, opera del Cambi, con un’iscrizione a memoria. Anche nella Piazza una grande statua lo ricorda.

(da I Fiorentini del Genio, a cura di L. Giannelli, ed. Scramasa-Provincia di Firenze)

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