19/05/2008
Lucio Dalla canta per Cellini sul Ponte Vecchio a Firenze
Il concerto teatralizzato che il cantante, compositore e musicista Lucio Dalla ha scritto e musicato per Benvenuto Cellini, in occasione del Genio Fiorentino 2008, è stato proposto il 13 maggio a Firenze in un’anteprima riservata a circa duecento persone, in un luogo di per sé insolito per una performance musicale ma spettacolare e ricco di significati: lo spazio centrale del Ponte Vecchio, fra gli archi (da una parte) e il busto bronzeo di Cellini (dall’altra). Il garbo e la cortesia di un invito verbale e le coincidenze favorevoli dei treni mi hanno consentito di esser presente all’evento e accolgo volentieri anche la sollecitazione a scriverne alcune note a margine per non disperdere la memoria immediata di una situazione culturale ed esperienziale preziosa e difficile da ripetere per la perfezione rara che si è creata fra parole, voce, musica, clima, contenuti, atmosfera, suoni, narrazioni, mood, memoria, senso dell’esserci…
Lo spettacolo si presenta in una forma molto essenziale: non ci sono scene, né giochi di luce sofisticati né effetti speciali di alcun tipo. E’ la narrazione al centro di tutto. Ad essa s’accompagnano la musica, le voci (canto e lettura), i corpi di due artisti nelle loro vere presenze e nei loro movimenti essenziali. In primo piano, in piedi sul proscenio, protesi verso la prima fila del pubblico quasi a togliere ogni soluzione di continuità, Lucio Dalla e Marco Alemanno (attore ventottenne) sostengono su di sé lo spettacolo dall’inizio alla fine: il primo suona il clarino, canta, dirige gli strumentisti, intercetta intenzionalmente il pubblico, lo coinvolge; l’altro legge brani dalla Vita di Cellini, s’immedesima nel personaggio, è Cellini sulla scena, parla come lui avrebbe parlato, soffre, racconta, affascina, trascina gli ascoltatori dentro ai dubbi, al senso di fuga, ai malanni, ai traguardi raggiunti dall’Artista. Alemanno è giovane ma la sua prova d’attore è totalmente convincente: mostra di comprendere a pieno la complessità, il senso, l’inquietudine, il tormento, l’esaltazione del personaggio della storia e dell’arte cui presta il fisico e la voce. Dietro ai due protagonisti trovano posto i musicisti di un quintetto da camera (archi e pianoforte), che producono ritmi e sonorità potenti e ampie. (segue...)